1593 – 1629


Un locale dedicato esclusivamente a biblioteca iniziò ad essere costruito nel 1593 dall’abate Romano Giordano, che pose la prima pietra, e fu completato nel 1629 per le cure dell’Abate Gregorio Motta; la biblioteca superò ogni altra già esistente a Catania e divenne un sicuro punto di riferimento per gli studiosi locali.

1669


Durante la colata lavica del 1669, che invase quasi interamente il monastero, i monaci riuscirono a mettere in salvo quasi tutti i libri.

1693


Il terribile e catastrofico terremoto del 1693 che colpì la città di Catania, non risparmiò il monastero, sotto le cui macerie rimasero, oltre a trentadue monaci, alcuni esemplari del loro patrimonio librario e documentario.

1743


Nel 1743 i monaci pensarono di destinare ad una più vasta biblioteca i grandi ambienti del loro refettorio e dell’antirefettorio, ma l’umidità dei nuovi locali rovinò molti libri, per cui, “con grave spesa”, trasportarono la biblioteca in una nuova sala ed antisala ultimata nel 1770 e inaugurata tre anni più tardi.

1770 – 1773


La nuova Libraria, conosciuta oggi come Sala Vaccarini, fu costruita accanto al Museo benedettino dal genio di Giovan Battista Vaccarini per volontà di Nicolò Maria Riccioli, che ebbe il merito di aver curato il trasferimento e il primo riordinamento della ricca biblioteca. La Sala Vaccarini fu inaugurata nel 1773.


1848


Il fondo librario della biblioteca constava di 12.000 volumi, collocati per materia e schedati per nome dell’autore.

1858


Il patrimonio librario continua a crescere e viene realizzato il primo catalogo in cui le schede di ogni singolo esemplare vengono ordinate per cognome dell’autore. I manoscritti vengono suddivisi in membranacei e cartacei. Gli incunaboli sono collocati per anno, dal 1469 al 1500.

1866


Poco dopo l’Unità d’Italia, con decreto regio del 1866 furono soppressi tutti gli ordini e le congregazioni religiose.

1868


La Biblioteca appartenuta ai monaci benedettini diventa di proprietà dello Stato, acquisendo la denominazione di Biblioteca Civica. Successivamente, la gestione della Biblioteca viene ceduta all’amministrazione comunale di Catania.

1885


Lo scrittore Federico De Roberto viene nominato per “chiara fama” bibliotecario aggiunto alla Biblioteca Civica. Ancora oggi, nella Sala Guttadauro, si conserva il suo scrittoio.


1914


Viene acquisita la biblioteca di Mario Rapisardi, poeta catanese, ricca di 3.565 volumi (manoscritti e esemplari a stampa), 3.800 lettere, cimeli, quadri e mobili appartenenti al suo studio.


1925


Il barone catanese Antonio Ursino Recupero dona al Comune di Catania la sua ricca biblioteca privata che si compone di oltre 41.000 volumi.

1931


L’11 maggio 1931 nascono le Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” dall’unificazione della Biblioteca comunale benedettina, poi divenuta Civica, e la Biblioteca Ursino Recupero. Dal 1931 ad oggi, numerosi altri lasciti continuarono ad arricchire il patrimonio librario e documentario della Biblioteca: di particolare rilievo sono i Fondi Ursino Trombatore, Fiducia, Scammacca, Lo Presti, Giuffrida, i disegni di Carlo Sada, le carte rapisardiane di Alfio Tomaselli, il Fondo musicale del maestro Santonocito.

1933


I volumi e la ricca collezione di periodici e miscellanee della biblioteca privata del Barone Ursino Recupero vengono trasferiti nei locali delle Biblioteche Riunite. Tale operazione arricchì il fondo e rivitalizzò l’intera biblioteca, orientandone lo sviluppo in senso regionalistico.

1933 – 1950


Conclusa l’esperienza di direttore presso la Biblioteca universitaria di Catania, cominciata nel 1924, Orazio Viola assunse la direzione delle Biblioteche Riunite, riaprendole al pubblico e  dedicandosi al riordino dell’intero patrimonio librario e documentario. A tal fine adoperò anche gli armadi a vetri decorati in lacca bianca e oro rimasti vuoti a seguito del trasferimento delle collezioni del Museo benedettino al Castello Ursino. L’opera di Viola determinò una rinascita della biblioteca che, proprio in quei primi decenni del secolo, aveva vissuto periodi di forte disagio, e mai come allora aveva rischiato di essere trasformata in arido contenitore, custode di un passato ormai sepolto.

Fra il 1938 e il 1942 Orazio Viola redige il primo inventario generale dei manoscritti.

1969


Viene approvato definitivamente un nuovo statuto delle Biblioteche Riunite che indicava, per regolamento, le linee programmatiche: «Nell’acquisto di nuovi libri dovrà tenersi sempre presente il carattere specifico della Biblioteca, continuando specialmente la raccolta dei libri, giornali, riviste pubblicazioni e documenti che riguardano Catania e la Sicilia in generale, ed acquistando con assoluta priorità gli scritti che ad esse si riferiscono». Venivano, in breve, forniti alla Biblioteca gli strumenti operativi per poter agire come soggetto di promozione culturale, e non più soltanto come recipiente passivo di collezioni concluse e predeterminate.


2007


L’analisi e lo studio del Fondo si inseriscono in un contesto di studio e ricerca multidisciplinare che già dal 2007 aveva visto impegnati alcuni specialisti del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, con particolare riferimento alle collezioni museali dei Benedettini di Catania.

2016


Nell’ambito ‘Science & Technology Digital Library’,progetto nato grazie ad un protocollo tra il Miur e il Cnr per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di costruire una Digital Library che metta la scienza e la tecnologia a disposizione di tutti, promuovendone l’utilizzo più ampio e diffuso possibile, l’IBAM (oggi Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale – ISPC)  è stato impegnato nello studio e analisi di parte del vasto patrimonio librario dei monaci benedettini del Monastero di S. Nicolò l’Arena di Catania al fine di preservare testi rari e di pregio avviando una prima serie di attività propedeutiche alla digitalizzazione del prestigioso patrimonio librario, manoscritto ed iconografico attraverso l’uso di strumentazioni all’avanguardia.

2017


Dall’esperienza dell’ISPC CNR maturata nel campo della digitalizzazione e della ricerca scientifica e tecnologica, per la conoscenza, valorizzazione e fruizione del patrimonio librario e dalla consolidata sinergia tra l’Istituto del CNR, il Comune di Catania e le Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” nasce un accordo operativo per l’avvio del progetto DIFFONDO 3.0.

Diffondo Project


Nasce la biblioteca digitale di una parte del prezioso Fondo benedettino custodito all’interno delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero”. Un luogo accessibile, sostenibile e aperto per la condivisione del sapere, per nuove opportunità di ricerca e di studio nel campo della digitalizzazione del patrimonio librario.