Il processo di lavoro svolto nell’ambito del progetto Diffondo 3.0, può essere suddiviso in tre grandi ‘core’: catalogazione e digitalizzazione, post-produzione e metadatazione e pubblicazione sul web.


CATALOGAZIONE E DIGITALIZZAZIONE 

Biblioteca Ursino Recupero

L’individuazione delle opere da avviare alla digitalizzazione avviene attraverso un’attenta e laboriosa ricognizione sugli antichi cataloghi benedettini e il successivo raffronto sui registri topografici della biblioteca.  

Sono stati individuati circa 1800 volumi a stampa e 81 manoscritti appartenenti alla ricca sezione scientifico-naturalistica del Fondo Benedettino delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero”. Si è scelto di cominciare con alcune particolari collezioni che potessero meglio rappresentare gli studi e gli interessi naturalistici e scientifici che fecero del monastero, dalla seconda metà del XVIII sec., un centro propulsore del sapere: alchimia, arte tecnica, invenzioni e artigianato, astrologia, chimica, cosmologia, economia, pesi e misure, farmacopea e tossicologia, filosofia della scienza, giochi, magia, stregoneria, esoterismo, meccanica, mineralogia, naturalia, prospettiva e ottica, relazioni di viaggi e scoperte, scienze tecniche e zoologia, per un totale di circa 430 titoli.

Alla descrizione catalografica delle opere, secondo le norme descrittive che fanno riferimento al codice nazionale REICAT e allo standard internazionale ISBD, (integrate con le norme contenute nella guida alla catalogazione del libro antico; inoltre, è risultato molto utile uno studio comparato dei principali manuali di descrizione del libro antico e di alcuni importanti esempi di cataloghi di cinquecentine e di edizioni del ‘600 e ‘700), segue l’attività di digitalizzazione vera e propria.


POST-PRODUZIONE E METADATAZIONE

Nel lavoro di post-produzione i file TIFF, ottenuti durante il processo di digitalizzazione, vengono trasformati nei formati JPG e PDF e poi caricati in piattaforma. Nella fase successiva vengono prodotti i metadati amministrativi, descrittivi e strutturali. In relazione alla sezione di metadati descrittivi è stato scelto lo standard Dublin Core descritto dalla Dublin Core Metadata Initiative.

Il Dublin Core è uno schema di metadati che definisce un nucleo (detto ‘core’) di informazioni descrittive forniti dall’autore o dall’editore dell’oggetto digitale. I campi adottati sono: Titolo, Soggetto, Descrizione, Autore, Fonte, Editore, Data, Altri Autori (autori di contributo subordinato), Gestione dei Diritti, Relazione, Formato, Lingua, Tipo, Identificatore, Copertura. È possibile duplicare ogni campo, nei casi in cui la descrizione dell’esemplare lo richieda. Grazie alle schede catalografiche, precedentemente stilate, si procede, quindi, al popolamento dei campi stabiliti all’interno della piattaforma.


PUBBLICAZIONE SUL WEB

La pubblicazione sul web dei documenti digitalizzati avviene attraverso una piattaforma realizzata appositamente sulla base del software Omeka versione 2.5.1.

Un sistema di gestione di contenuti e collezioni digitali online, caratterizzato da un back-end per la creazione e gestione delle fasi di popolamento di dataset ospitanti collezioni digitali, con gerarchie di permessi per utenti a vari livelli, e un front-end per la visualizzazione e pubblicazione dei dati online.

In linea con la tradizione open source, la piattaforma è stata ottimizzata, personalizzata e adattata alla fruizione online dei prodotti della digitalizzazione del patrimonio librario oggetto di studio del progetto Diffondo 3.0.

Il metodo di ricerca seguito dal progetto di digitalizzazione Diffondo 3.0 mira al raggiungimento di tre principali finalità:

  1. Lo studio del Fondo benedettino preso in esame
  2. La conservazione dello stesso
  3. La fruizione in modalità open access attraverso la piattaforma Diffondo 3.0