Quest’opera adunque è tua

Risale al 1802 una appassionante dedica del chimico Dandolo alla moglie in uno dei suoi più importanti scritti sulla nascente chimica moderna.


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Tecnologie a salvaguardia del patrimonio librario

Lunga vita ai libri antichi!

A Catania il patrimonio librario dei monaci Benedettini acquisisce una nuova vita  e una nuova possibilità di conservazione, studio, condivisione e fruizione grazie al progetto di digitalizzazione Diffondo 3.0.

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1593 - 1629

Dall’esame accurato del patrimonio librario e documentario, con l’aiuto di elenchi redatti prima del terremoto, di notizie ricavate dai libri contabili e dallo studio delle antiche segnature, emerge che è maggioritaria la raccolta del settore Belle Arti, Antiquaria e Botanica e che furono la ricchezza culturale, la grandezza economica e l’efficacia della gestione ad animare il centro benedettino, garantendogli quel ruolo di primaria importanza che ebbe nell’ambito siciliano e non solo.
Un locale dedicato esclusivamente a biblioteca iniziò ad essere costruito nel 1593 dall’abate Romano Giordano, che pose la prima pietra, e fu completato nel 1629 per le cure dell’Abate Gregorio Motta; la biblioteca superò ogni altra esistente in Catania e divenne un sicuro punto di riferimento per gli studiosi locali.


Linea del tempo

Le vicende delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” sono strettamente legate a quelle del Monastero dei Padri Benedettini di S. Nicolò l’Arena di Catania, ove si costituì il nucleo di libri originario e principale.
Le Biblioteche hanno origine dalle librerie dei Padri benedettini e delle congregazioni religiose catanesi soppresse, a cui si aggiunsero la biblioteca-museo Mario Rapisardi, e le numerose collezione o singole opere che nel tempo hanno e continuano a pervenire per dono o per acquisto. Ubicate nell’ala nord del monumentale Monastero dei Padri Benedettini di San Nicolò l’Arena, occupano gli originali locali della Libreria benedettina, del Gabinetto di malacologia dell’abate Emiliano Guttadauro, con i 3250 volumi pregevoli di storia naturale, del Refettorio piccolo o di “grasso”, del Corridoio dell’elefante, dell’ex Museo e della stanza del cellerario, oggi Biblioteca-Museo Mario Rapisardi. Le Biblioteche hanno un patrimonio librario e documentario di oltre 270.000 volumi e custodiscono, inoltre, codici miniati, manoscritti, pergamene, corali, erbari secchi e dipinti, incunaboli, cinquecentine, libri rari e di pregio, antichi e moderni, fogli volanti, giornali e periodici, disegni.
La notevole raccolta libraria benedettina ha avuto la fortuna di non transitare in altra sede a seguito della soppressione degli ordini religiosi e di conservarsi quasi integralmente, tranne che per una quota di volumi perduti durante la colata lavica o per quelli danneggiati da invasioni termitiche che, in epoche diverse, hanno interessato anche una parte della scaffalatura lignea.